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Sui dazi c’è margine per l'iniziativa politica UE entro il 18 ottobre


Ieri a Milano, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede regionale di Confagricoltura, si è svolto un convegno con il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e il presidente nazionale Massimiliano Giansanti per approfondire con le istituzioni il percorso da affrontare per favorire uno sviluppo sostenibile del settore. Al convegno è intervenuta una folta delegazione di imprenditori di Confagricoltura anche dal Piemonte, guidata dalla vicepresidente regionale Paola Battioli.
Investimenti, ricerca, innovazione e infrastrutture sono necessari per dare slancio al nostro settore che oggi gode di una nuova luce mediatica – ha dichiarato aprendo i lavori il presidente di Confagricoltura Lombardia, Antonio Boselli - ma che deve saper spiegare meglio all’opinione pubblica l’impegno costante e quotidiano dell’agricoltore a tutela dell’ambiente e a garanzia di una qualità e un’eccellenza esclusivamente italiane”.
Confagricoltura ha annunciato di essere al fianco degli allevatori e dei Consorzi che hanno in cantiere una serie di iniziative per contrastare gli effetti dei dazi che l’amministrazione americana ha varato dopo la sentenza del Wto. “Ribadiamo la richiesta di un’iniziativa politica della UE per evitare una pericolosa guerra commerciale”, ha detto il presidente nazionale Massimiliano Giansanti. Fino al 18 ottobre, data prevista per l’entrata in vigore dei dazi, c’è tempo per tentare di raggiungere un accordo bilaterale che consenta, in prima battuta, di rinviare la scadenza. Confagricoltura evidenzia che l’amministrazione Usa ha ufficialmente dichiarato di essere disponibile a negoziare con l’Unione e a modificare la lista dei prodotti sottoposti ai dazi aggiuntivi in funzione dell’andamento delle trattative.
Sul fronte interno, al ministro Bellanova Confagricoltura ha ricordato le priorità del settore: “Il piano strategico che da tempo auspichiamo per l’agricoltura italiana – ha spiegato Giansanti – deve essere capace di interagire con gli altri settori economici e rispondere alle nuove richieste della società. Le singole misure tampone alle emergenze più gravi non risolvono le grandi questioni che abbiamo di fronte: contrastare i mutamenti climatici e tutelare la capacità competitiva sui mercati globali, tutelando e valorizzando le peculiarità del patrimonio agroalimentare italiano