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Il digestato da sottoprodotti può rientrare ora anche tra i fertilizzanti commerciali


Sulla Gazzetta Ufficiale n. 108 del 10 maggio 2022 è stato pubblicato il Decreto 1° marzo 2022 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che aggiorna il D.Lgs 29 aprile 2010 n. 75 in materia di fertilizzanti. Il Decreto riporta in allegato tutte le specifiche riguardanti l’utilizzo del digestato essiccato e lo inserisce nell’elenco dei Concimi organici azotati fluidi, dettagliando le modalità di preparazione, il titolo minimo in elementi fertilizzanti, e le indicazioni per l’identificazione del concime.

Il provvedimento è strettamente collegato alle norme previste dalla Legge 27 aprile 2022 n.34 in tema di semplificazioni che, con l’art. 12bis, ha consentito l’impiego come matrici in ingresso negli impianti di biogas e biometano dei sottoprodotti provenienti da attività agricole, allevamento, gestione del verde e attività forestale, nonché da attività alimentari e agroindustriali, rendendo di fatto possibile utilizzare nei biodigestori per esempio i residui della panificazione, della torrefazione del caffè e della lavorazione della birra.

Rammentiamo che, in generale, per il digestato è consentito un uso agronomico diretto (con Comunicazione, PUA, etc., secondo le prescrizioni del Reg. 10/r 2007) oppure, tramite essiccazione, compostaggio, strippaggio o altro, la produzione di fertilizzante commerciale con immissione sul mercato, ai sensi del citato D.lgs 75/2010.

Con il nuovo provvedimento gli agricoltori avranno a disposizione un ulteriore prodotto poter fare fronte, almeno in parte, alla scarsità di fertilizzanti chimici. A seguito della crisi Ucraina, infatti, il nostro Paese ha perso il 15% delle importazioni totali di fertilizzanti mentre i costi sono arrivati anche a triplicare.

Un maggiore impiego del digestato è inoltre auspicabile in un quadro di economia circolare, dove gli scarti agricoli e i reflui zootecnici invece di essere considerati rifiuti o elementi inquinanti per l’ambiente, producono energia e tornano poi al suolo con il loro carico di nutrienti, in sostituzione dei fertilizzanti chimici.