Rotundo ospite di ProsperA: "Pratiche in campo e ricerca alla base della Circular economy. Il settore ha bisogno di incentivi e consumatori consapevoli”


Economia circolare e il ruolo delle comunità locali nella diffusione delle buone pratiche sia agroindustriali ma anche di consumo, sono i temi affrontati dal responsabile dell’area Ambiente e Territorio di Confagricoltura, Donato Rotundo, ospite del nuovo appuntamento con il podcast ProsperA, progetto audio di Circular Economy Let's Talk, dedicato proprio all'agricoltura e all'economia circolare.

Circolarità e transizione ambientale e tecnologica, ha ricordato Rotundo, si muovono su due direttrici fondamentali e oggi, strettamente connesse: pratica in campo e studio dei dati. Entrambe evolute dall’inizio degli anni 2000 grazie a ricerca scientifica e tecnologia.

“Il recupero di acqua, azoto, carbonio e biomasse sono al centro dell’attenzione di Confagricoltura da tempo. La nostra collaborazione con Reale Mutua per la redazione del report AGRIcoltura100, ma anche i risultati dell’Osservatorio sulla sostenibilità in ambito alimentare del Politecnico di Milano, rivelano una importante diffusione delle buone pratiche tra il 70% delle aziende del settore primario. Pratiche che mirano al recupero delle materie prime, all’ottimizzazione del loro utilizzo ma anche alla produzione di energia per la diversificazione dell’attività aziendale e quindi, per la produzione di nuovo reddito”.

Riguardo alla produzione di energia, Rotundo ricorda i grandi passi in avanti fatti nel settore del biogas, nel quale la zootencnia, l’agricoltura e la silvicoltura sono protagoniste con la valorizzazione dei propri sottoprodotti.  “Oggi contiamo 1.800 impianti, 30 milioni di tonnellate di digestato e 3 milioni di CO2 prodotte e risparmiate ogni anno”.

Non solo tecnologia ma anche rigenerazione del suolo, “aspetto importante per sostenere la naturale circolarità del terreno, la presenza di sostanza organica, e quindi la sua fertilità”.

Ma per rendere i principi della circolarità economica e produttiva patrimonio di tutto il settore primario “è necessario garantire il sostegno della politica e intervenire sulla catena del valore per dare il giusto riconoscimento sul mercato ai prodotti sostenibili e a chi li produce”. Parallelamente, ha aggiunto il direttore dell'area Ambiente della Confederazione durante l'intervista, “è necessaria una strategia culturale da applicare nelle scuole, nelle università per formare consumatrici e consumatori più consapevoli”.  

“Norme, incentivi e infrastrutture sono i temi su cui l’Unione Europea con la sua Commissione hanno lavorato molto negli ultimi anni. Penso agli obiettivi fissati nel Green New Deal oggi rivisti in un’ottica più realista, al conseguente Pnrr e al documento dello scorso febbraio con cui la Commissione ha descritto la propria visione su agricoltura e agroalimentare, invitando gli Stati a potenziare le strategie di circolarità e sostenibilità”.  

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