Il Decreto Ministeriale n. 690628 del 22 dicembre 2025 introduce una modifica significativa alla definizione di giovane agricoltore ai fini dell’accesso agli interventi della PAC 2023-2027, con effetti a partire dall’anno di domanda 2026. L’intervento normativo si concentra in particolare sui requisiti di formazione ed esperienza professionale, con l’obiettivo di rendere più agevole l’accesso alle misure di sostegno da parte dei giovani.
La principale novità riguarda i giovani agricoltori in possesso del solo titolo di scuola secondaria di primo grado (scuola media). In precedenza, fino al 2025, questi soggetti dovevano dimostrare obbligatoriamente un’esperienza lavorativa di almeno tre anni nel settore agricolo, attestata dall’iscrizione al regime previdenziale agricolo per almeno 104 giornate annue. Dal 2026, invece, il decreto amplia le modalità attraverso cui è possibile comprovare un’adeguata preparazione professionale.
In particolare, il requisito di formazione può ora essere soddisfatto anche tramite la frequenza di almeno un corso di formazione della durata minima di 150 ore, con superamento dell’esame finale, purché il corso riguardi tematiche afferenti al settore agroalimentare, ambientale o alla dimensione sociale, e sia svolto presso enti accreditati dalle Regioni o dalle Province autonome. Tale percorso formativo diventa una condizione sufficiente ai fini del requisito, in alternativa:
al possesso dell’esperienza lavorativa triennale nel settore agricolo;
oppure alla partecipazione con esito favorevole all’intervento di sviluppo rurale relativo alla cooperazione per il ricambio generazionale.
Il decreto introduce, inoltre, una rilevante modifica procedurale, stabilendo il posticipo al 30 settembre dell’anno di presentazione della prima domanda del termine entro il quale devono essere posseduti e presentati i requisiti di formazione e competenze del giovane agricoltore. Tale proroga vale sia ai fini dell’assegnazione dei diritti sia per la prima domanda di sostegno complementare al reddito. Restano invece invariati tutti gli altri requisiti, che devono essere posseduti già al momento della presentazione della domanda.
La modifica normativa nasce dalla constatazione del limitato livello di adesione dei giovani agricoltori ai pagamenti diretti dedicati nei primi anni della programmazione e recepisce le variazioni approvate dalla Commissione europea al Piano Strategico della PAC. L’obiettivo complessivo è quello di ampliare la platea dei giovani agricoltori ammissibili, favorire concretamente il ricambio generazionale nel settore agricolo e migliorare l’efficacia delle misure di sostegno previste dalla PAC.