Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia è intervenuto ieri (giovedì 28 maggio) in audizione presso la terza Commissione del Consiglio regionale chiamata a esaminare il Disegno di legge n. 136, che disciplina l’individuazione delle ulteriori aree idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili.
Il provvedimento definisce i criteri per localizzare nuovi impianti sul territorio piemontese, individua limiti e condizioni per la loro realizzazione e punta a garantire un equilibrio tra gli obiettivi della transizione energetica, la tutela del paesaggio e la salvaguardia delle attività agricole.
“La produzione di energia è destinata a svolgere un ruolo sempre più importante anche nell’economia delle imprese agricole”, ha dichiarato Enrico Allasia. “Le aziende possono contribuire alla transizione energetica attraverso il fotovoltaico installato sui fabbricati, gli impianti a biogas e biometano, l’agrivoltaico e altre soluzioni che valorizzano l’economia circolare e consentono di integrare il reddito aziendale. È quindi fondamentale costruire regole che favoriscano gli investimenti e garantiscano al tempo stesso la tutela del patrimonio agricolo regionale”.
Il Piemonte dispone di circa un milione di ettari di superficie agricola utilizzata e ospita produzioni agroalimentari che rappresentano un elemento essenziale dell’economia regionale e dell’identità del territorio. Per questo motivo, secondo Confagricoltura Piemonte, lo sviluppo delle fonti rinnovabili deve procedere in modo compatibile con la continuità delle attività agricole e con la conservazione della capacità produttiva dei terreni.
Nel documento presentato alla Regione l’organizzazione ha evidenziato l’opportunità di approfondire alcuni aspetti applicativi della norma, con l’obiettivo di renderla ancora più efficace e garantire uniformità di interpretazione su tutto il territorio piemontese.
Tra le proposte avanzate figura l’istituzione di un tavolo di confronto dedicato alla definizione dei criteri per la realizzazione degli impianti agrivoltaici, strumento ritenuto essenziale per assicurare che la produzione di energia possa convivere con l’attività agricola. Confagricoltura Piemonte ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare il coordinamento tra Regione ed enti locali nei procedimenti autorizzativi, sviluppare un sistema regionale di monitoraggio degli impianti e predisporre linee guida condivise per l’applicazione della futura legge.
Confagricoltura ha infine formulato alcune osservazioni tecniche relative ai criteri di individuazione delle aree idonee, nell’ottica di garantire piena coerenza con il quadro normativo nazionale e favorire un’applicazione chiara e uniforme delle disposizioni.
“L’agricoltura piemontese - ha concluso Allasia - è pronta a fare la propria parte nel raggiungimento degli obiettivi energetici e ambientali del Paese. La sfida consiste nel creare le condizioni affinché produzione agricola e produzione energetica possano crescere insieme, generando benefici economici, ambientali e occupazionali per i territori. Una legge equilibrata e condivisa può rappresentare uno strumento importante per accompagnare questa evoluzione”.
CHE COSA PREVEDE IL DISEGNO DI LEGGE REGIONALE N. 136
Il Disegno di legge regionale n. 136 individua le ulteriori aree idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili in Piemonte, con l’obiettivo di contribuire al raggiungimento dei target nazionali ed europei di produzione di energia pulita, salvaguardando al tempo stesso il territorio agricolo e il paesaggio.
Tra le principali disposizioni previste dal provvedimento figurano l’individuazione delle aree nelle quali sarà possibile favorire la realizzazione di nuovi impianti FER, la definizione di criteri per la localizzazione degli impianti e specifiche norme per gli impianti agrivoltaici, che dovranno garantire la continuità dell’attività agricola.
Per contenere il consumo di suolo e assicurare una distribuzione equilibrata degli impianti sul territorio, il Disegno di legge stabilisce inoltre che le aree interessate dagli impianti non possano superare il 2% della superficie territoriale di ciascun Comune.
Per quanto riguarda le superfici agricole il testo prevede che le aree agricole qualificabili come idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili non possano superare lo 0,8% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) regionale.
Il provvedimento prevede inoltre misure compensative per i territori interessati dagli impianti, il coinvolgimento degli enti locali nei procedimenti autorizzativi e strumenti di controllo e monitoraggio finalizzati a garantire uno sviluppo ordinato delle fonti energetiche rinnovabili sul territorio piemontese.
Fonte: Elaborazioni Confagricoltura Piemonte - Disegno di legge regionale n. 136/2026 e osservazioni presentate da Confagricoltura Piemonte.