Le precipitazioni degli ultimi giorni hanno determinato un temporaneo miglioramento delle portate e delle disponibilità idriche, ma la situazione è ancora critica. L’aggiornamento del 27 agosto dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po conferma infatti per il Distretto un livello di severità idrica alto, sottolineando che non si può ancora parlare di una definitiva inversione di tendenza dopo il deficit accumulato dalla fine di giugno.
«Le piogge hanno dato un po’ di respiro - dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - ma l’emergenza non è superata. Questa stagione ha confermato ancora una volta quanto sia urgente investire sulla capacità di trattenere l’acqua, sull’efficienza delle reti e sulle infrastrutture necessarie a garantire l’irrigazione alle imprese agricole».
Il tema si intreccia con la presentazione al Consiglio regionale del Disegno di legge n. 161, che interviene sulla riorganizzazione del sistema irriguo piemontese. Il provvedimento sarà esaminato il prossimo 2 settembre dai dirigenti di Confagricoltura Piemonte, che ne valuteranno gli effetti sull’organizzazione e sulla gestione dell’irrigazione regionale.
«Una riforma del sistema irriguo – prosegue Allasia – rappresenta un’esigenza non più rimandabile. In questo processo, i Consorzi irrigui e di miglioramento fondiario costituiscono un presidio storico del territorio, costruito nel tempo dagli agricoltori, che deve essere in qualche modo preservato. Infatti, la conoscenza delle reti, delle derivazioni e delle esigenze delle aziende da parte dei Consorzi è un patrimonio che qualsiasi riforma deve tutelare».
Pertanto, nell’affrontare gli aspetti amministrativi e burocratici della riorganizzazione, i criteri con cui valutare le azioni di riordino dovranno sempre essere orientati verso la qualità e l’efficienza del servizio reso all’agricoltura, con l’obiettivo di assicurare l’acqua a tutte imprese potenziando l’attività regolatoria, migliorare e manutenere le reti, ridurre le perdite e aumentare la capacità di accumulo.
Per questi ultimi aspetti, Confagricoltura Piemonte richiama Regione, Stato e Unione europea alla necessità di sostenere con risorse adeguate gli investimenti per invasi, reti irrigue, opere di accumulo e modernizzazione delle infrastrutture.
«In futuro la sicurezza idrica – conclude Allasia – deve diventare una priorità strutturale delle politiche agricole piemontesi. Per il presente occorre invece attivare tutti gli strumenti che la legislazione ci mette a disposizione per alleviare, almeno in parte, le difficoltà che gli agricoltori hanno dovuto affrontare quest’anno, per esempio sollecitando il Ministero, come abbiamo già richiesto alla Regione, affinché riconosca lo stato di calamità a livello piemontese in modo da poter accedere al Fondo di solidarietà nazionale per il risarcimento dei danni alle colture”.